Di Maio e Salvini come la Juventus e la Ferrari. Hanno tutti paura di vincere

Un paziente mi racconta che da ragazzo era un tennista discreto. Aveva ottimi risultati in allenamento e nelle competizioni relativamente importanti. Se però si cimentava in tornei che per lui erano fondamentali cambiava e, a detta del suo allenatore, sembrava un altro giocatore molto più impacciato, indeciso e timoroso di affondare i colpi. Ricorda una partita in cui stava vincendo per due set a zero e nel terzo era sul 40 a 15. Mancava solo un punto ma cominciò a pensare in modo intenso alle implicazioni di questa vittoria. Si mise a giocare col “braccino corto e floscio” e perse …read more