La leggenda del pirata Henry Morgan e le acrobazie di Boris Vian

Eva Fuego si sedette a terra con le mani tremanti. Si sentiva ingannata. Il tesoro di Henry Morgan era sempre stato lì, sotto i loro piedi, dietro quella porticina oltre la quale la vecchina si era presa gioco di loro per decenni (…) ammirò gli arabeschi dei candelabri e gli ingranaggi diamantati degli orologi. Ma in mezzo ai pensieri confusi che si agitavano nella sua mente, non riusciva a scrollarsi di dosso il ricordo di severo Bracamonte. Davanti a tanto splendore, Eva Fuego non poteva credere che quell’uomo ammirevole e determinato avesse dormito per quarant’anni sopra il tesoro che aveva …read more